discopProdotto

  • Titolo: Quarto Potere (Citizen Kane)
  • Formato: Blu Ray  (BD-25)
  • Edizione: Rko/Sony Picture, 2013
  • Dischi: 1
  • Confezione: amaray semplice
  • Durata: 120 minuti
  • Extra: non disponibili
  • Lettura: region-free (A|B|C)

Video 

  • Risoluzione: 1920×1080
  • Aspect Ratio: 1.37:1 (formato panoramico)
  • Codifica: MPEG-2

Audio 

  • Italiano: Dolby Digital 2.0 Dual Mono
  • Inglese: Dolby Digital 2.0 Dual Mono

La versione qui recensita è quella distribuita nel 2013 da Sony Picture, per cui nulla a che vedere con la successiva versione contenente il master restaurato in 4K da Warner Bros. Generalmente, prima dell’acquisto di questa edizione, avevo letto solo recensioni negative in rete, sopratutto su amazon, notando il solito negativismo binario e unidirezionale (questo disco è merda e basta) tipico dell’acquirente italiano che, anche presentandogli un prodotto pressoché perfetto e ricco di una completezza tutta sua in ogni reparto, si lamenterà sempre dell’assenza dell’eventuale banner illustrativo numero 41, facendo la figura del Dudley Dursley di turno.

Non che in questo prodotto ci sia chissà quale mirabolante completezza o ricchezza meramente tecnologica, ma nel complesso il prodotto è comunque lungi dall’essere un riversamento senz’anima come invece si evince dalle estenuanti recensioni di puro male che si leggono in rete. Per cui dirò la mia distaccandomi dal proverbiale pensiero comune che ha intaccato come un morbo virale i tessuti razionali anche di coloro che non hanno nemmeno effettuato l’acquisto del prodotto. Per cui se tutti dicono che fà schifo, chiaramente anche il potenziale acquirente si manterrà alla larga dal prodotto sedotto e convinto dalla maggioranza d’opinione. Io no.

Sono qui, quindi, per fare chiarezza e dirvi una volta per tutte se le effettive diatribe sprezzanti e velenose dei consumatori italiani, assatanati di home-video, sul blu-ray suddetto hanno una giustificazione palpabile o se, invece, sono frutto del solito esagerazionismo all’italiana. Di quelli che, per intenderci, si erano lamentati dello splendido pacchetto in blu-ray di Apocalypse Now in quanto conteneva si due dischi, il più grande restauro di ogni tempo, audio in tre lingue e sottotitoli in otto, una traccia audio italiana in DTS-HD Master Audio, 9 ore di contenuti speciali, entrambi le versioni esistenti (originale ed estesa) ma, a detta loro, il disco era colpevole del terribile peccato di presentare la versione Redux (l’estesa per intenderci) interamente in lingua originale, diversamente da quanto proposto da non so quale Dvd uscito ai tempi del carosello.

Eccoci quindi di fronte quest’edizione in blu-ray di Quarto Potere: semplice, zero extra, due tracce audio e il master originale presentato in FHD, ovvero l’equivalente casalingo della risoluzione 2K. Procediamo con ordine.

Video

Ecco l’aspetto su cui si è consumata la guerra dei mille giorni tra consumatori pro e consumatori contro, con l’inevitabile vittoria ad appannaggio di quest’ultimi. Ogni recensione disponibile in rete sembra quasi pagata da un ipotetico hater fantasma che si diverte, per mestiere, a fare donazioni promiscue alla massa di utenti che navigano pur di vedere l’odio massivo diffuso in rete, comodamente seduto in camera sua.

Il master, editato digitalmente, presenta le singole sfaccettature del rumore video, quali lacrime, strappi, graffi, grana e così via, insite nella pellicola come naturale effetto del tempo. Motivo di sfogo da parte di coloro che lo hanno acquistato e ne sono rimasti delusi appositamente per questo aspetto, a me personalmente non ha dato fastidio più di tanto. Il quadro grafico si presenta, quindi, si portatore di sporcizia e in quale tale poco pulito e parzialmente disturbato dagli elementi sopracitati, ma è anche vero che ognuno dei suddetti elementi dona una sorta di aspetto da pellicola datata, frutto di una decadenza naturale del materiale analogico che vedo personalmente perfettamente sopportabile durante la visione e che non si intromette più di tanto, a mio parere, tra lo spettatore e il contenuto. Ognuno di questi tratti di sporcizia danno insomma un look sopportabile considerando anche la loro comparsa ai margini del fotogramma, non particolarmente invasiva e comunque moderata. La struttura della grana è fine, contenuta e mai esagerata e anch’essa non opera particolare disturbo.  I suddetti acciacchi corporei non sono insomma motivo di crocifissione, almeno a mio modesto parere.

Il master dovrebbe derivare da un precedente file digitale editato e distribuito per il mercato dei Dvd e in quanto tale è stato di seguito potenziato con le attuali tecnologie digitali, con il quadro video processato da un upgrade specifico che ha coinvolto ognuna delle caratteristiche video. La qualità video nel complesso è buona, offre una tridimensionalità e una riscoperta del dettaglio alquanto notevole, potendo così associarsi all’upscale meritevole di attenzione, e di certo siamo varie spanne sopra rispetto la precedenza edizione in Dvd. Per quanto la correzione colore e l’aspetto fotografico generale non possono definirsi né di qualità straordinaria, né definitivi e né, tantomeno, quelli che rispecchierebbero il residuo nativo del negativo originale, sopratutto in comparazione con il recente master restaurato in 4K da O-NG e presentato in 2K nel pieno dei limiti di questo supporto.

Nel complesso, il grigio e il nero, la risoluzione e la qualità del colore sono nettamente superiori al precedente supporto Dvd e nel complesso mostrano un aspetto più che discreto, radiando così una rinnovata luce su questo capolavoro. Il tessuto visibile della grana non è soggetta a DNR nè ad eventuali manipolazioni digitali dell’immagine tipiche di certe produzioni odierne. Il grigio non rappresenta logicamente l’eccellenza e si rivela di seguito depotenziato come elemento del croma, non offrendo nemmeno una grande scala di grigi, ma nel complesso è discreto, mentre il nero, presentandosi non particolarmente profondo nella tonalità, si rivela essere contenuto nella sua portata ma comunque di spessore, grazie al rispolvero digitale che ha conferito una qualità globale più che discreta, forte di una risoluzione riscoperta, che rende l’immagine nitida e definita. Neri e grigi quindi perfettibili, di certo non rasentano l’eccellenza sopratutto se messi in relazione all’ultima edizione home video, quella già sopra citata, risultando inferiori per gradazione, temperatura e color-depth ma risultando comunque buoni.

Il riversamento in un BD da 25 giga non ha portato eventuali problemi di contenimento dei dati, ovvero di compressione, dato la consistenza magrolina del file, le tracce audio alquanto “misere” e l’assenza di extra che altresì avrebbero causato il principio della compressione se inserite sempre in un BD-25, scongiurando così, complessivamente, compressioni tecniche. Il disco offre un encoding solido.

Per cui, siamo di fronte all’edizione video definitiva e al miglior master presente in circolazione? No, per quello rivolgetevi all’edizione Warner in doppio disco, tra l’altro presente su territorio italiano. Ma siamo comunque ben lontani dall’eventuale master spazzatura decretato dai più. La risoluzione in 1920×1080 è notevole, il setting cromatico della fotografia pur distante dalla presentazione originale dell’interpositivo e pur non eccelso in relazione al grigio e al nero e pur non offrendo una grande pulizia, offre comunque un quadro definito e qualitativo e ben distante da brutture che avrebbe potuto entrare in gioco se il master fosse finito per essere un mero riutilizzo di un precedente master in Dvd senza il minimo sfruttamento del potenziale blu-ray.

  • Voto: 7/10 

Audio

L’aspetto audio si rivela in parte risicato e minimalista, non c’è stato insomma un lavoro di ricerca e dedizione per presentare una codifica di maggior livello, ma considerando l’originale traccia audio in stereo e il livello di profondità di questo prodotto, direi che siamo in linea con lo spessore dell’operato. Il pacchetto offre due lingue, la prima in italiano e la inglese, in Dolby Digital 2.0 (dual mono); sempre più potente della codifica originale proiettata in sala nel 1941, ma comunque poca cosa rispetto a quanto si poteva fare se si dedicava un planning editoriale più sentito, con più risorse. Avendo ovviamente provato l’audio posso parlarne direttamente. La natura del supporto è pari a 384 kbps, manca ovviamente di dinamica, di profondità e di tutta quella serie di sfumature che una codifica di ben altro livello avrebbe apportato. Ciononostante la qualità dei dialoghi è eccellente e il missaggio si mantiene su livelli di risultato solidi e discretamente concretizzati. Per quello che fà lo fà in modo più che sufficiente, pur allineandosi all’intenzione dell’operato editoriale di fornite “solo” un prodotto sufficiente, che basti.

  • Voto: 6,5/10

Authoring

Doverose due parole sull’authoring, da sempre processo fondamentale e inevitabile per chiunque editi e distribuisca prodotti home-video. Purtroppo in questo caso è stato svolto un lavoro trattato con sufficienza, allineato quindi con la portata del prodotto nei parametri restanti e già valutati, portando il livello di authoring ad attestarsi sulla mediocrità.

E’ stato svolto un lavoro si sufficiente per ciò che concerne la localizzazione della confezione, le traduzioni in retro copertina sono quindi ottime e presentano il necessario archivio di informazioni sia esse editoriali che tecniche che ci si aspetterebbe ma, tuttavia, non si può non notare il pessimo lavoro svolto per quanto riguarda la traduzione e l’implementazione razionale dei dialoghi nelle scene in lingua originale. Ecco che il film proiettato và avanti fluidamente ed ecco apparire di punto in bianco una scena in lingua madre originariamente tagliata e reintegrata in quest’edizione, con l’apporto necessario dei sottotitoli per non far perdere il filo logico nella comprensione della narrazione a chiunque non mastichi la lingua inglese. Purtroppo per noi, quando le suddette scene in originale faranno la loro comparsa, assisteremo a dialoghi malamente sincronizzati, mancanti di porzioni di testo, non allineati col discorso in real-time dei personaggi di turno e malamente tradotti in quanto a soluzioni grammaticali, scelte terminologiche e lessicali e composizione della sentenza. Insomma un lavoro alquanto superficiale e sbrigativo, che si allinea con l’impostazione editoriale di trattamento riservato a questo prodotto, per l’appunto solo sufficiente per un capolavoro del genere, ma comunque lontano dai canoni di negativismo sbandierati dalla massa.

Il menù è comunque funzionale (e ci mancava che non lo fosse) e nel complesso il lavoro svolto è sufficiente, per quanto i dialoghi risultino una pecca alquanto clamorosa in quanto risorsa essenziale per la visione della pellicola. Assenti del tutto, inoltre, gli extra, altra mancanza di questo disco, che si rivela quindi come un prodotto volutamente trattato con quel poco che basta per raggiungere la sufficienza, e ciò è probabilmente la conseguenza di una scelta precisa stabilita per risparmiare risorse.

  • Voto: 5/10 

Il Film 

Siamo di fronte ad un film che considero tra i più belli della storia del cinema, gran parte di chi mastica pane e cinema sà dell’importanza storica (all’interno della time-line del cinema) di questo gioiello. Un capolavoro modernista, evoluto, morale, profondo, intellettuale e rivoluzionario. Orson Welles mise a segno un pezzo da 90 fuori tempo ben distante dai modelli narrativi e visuali proposti dall’industria cinematografica made in Usa in epoca pre-bellica.

Le sue scelte registiche, frutto di una visione innovativa che differenziava quest’opera dai processi produttivi cinematografici propri dell’epoca, sono ormai leggenda. L’introduzione di P.O.V che hanno ispirato un’intera generazione di registi, della doppia traccia di tempo presente nella pellicola (passato e presente, talvolta invertiti), la sua strutturazione narrativa che vedeva in scena alcuni tra i momenti più espressivi che siano mai stati concepiti e, sopratutto, un finale che racchiudeva in sè la più bella morale emblematica e significativa che sia mai apparsa nella storia del cinema, tutt’oggi oggetto di tesi di laurea, discussioni critiche e interpretazioni personali. Come non enfatizzare maggiormente sulla ricerca e sullo sviluppo individuale della prospettiva, risorsa straordinaria con la quale Welles metteva in atto uno dei più imponenti “prima e dopo” mai accaduti nella storia del cinema, ancora oggi oggetto accademico di analisi.

Welles evita il linguaggio semiotico tipico del cinema muto e mette in scena un’ opera diretta, narrativa, ricca di dialoghi che mette in atto il percorso di ascesa al potere e decaduta di un cittadino americano, che, giunto sul punto di morte, rivela il ricordo perduto che giace nel suo cuore sofferente, da troppi anni ormai incantato da sogni di successo e gloria a lui offerti ma che mai, come si evince dal finale, hanno saputo ripagare e coprire il terribile buco lasciato in lui dopo la perdita che più di ogni altra cosa gli era cara.

  • Voto: 10/10 

Conclusione 

Siamo di fronte ad uno dei massimi capolavori che però non ha avuto chissà quale trattamento d’eccellenza in quest’edizione, che, tuttavia, venduta al misero prezzo di €9.90, presenta comunque un qualità video buona, il lungometraggio nella sua versione originale, due tracce audio che svolgono il loro compito nel loro piccolo e un packaging sufficiente. Ok che non ci sono extra e che l’eventuale edizione derivata da restauro è su un altro pianeta, sia per la qualità video che audio, ma siamo comunque dinanzi un film capolavoro riversato in un prodotto discreto, sufficiente in tutte le componenti e con una qualità video ben distante dall’orrore decretato dall’acquirente italiano. Per quanto con la disponibilità della nuova edizione, questa passa in secondo piano divenendo pressoché inutile per l’acquisto, e anche vero che chiunque non possa o non trovi quella nuova, può sempre ripiegare su questa, godendosi comunque una perla della storia del cinema.

  • Voto prodotto: 6,5/10