…Trovi una copia di un libro che avevi desiderato per molto tempo. Un libro che, per altro, già possiedi da quando avevi 13 anni (ed è, allo stato attuale, in tuo possesso da ormai 14), ma che sognavi di avere in lingua originale, ovvero come papà l’ha scritto, da ormai svariato tempo. Anni, direi.

Ecco quindi che un mattino di novembre del 2016 ti svegli e ti ritrovi, accanto al tuo letto, una busta della Feltrinelli, appena percettibile dai tuoi occhi assonnati e da poco schiusi, con, all’interno, una copia lucida e sognata per lungo tempo de Il Signore Degli Anelli in lingua originale. Così come Tolkien l’ha scritto. Eccomi quindi come nuovo possessore di The Lord of the Rings (50° Anniversary Edition®), nell’edizione britannica. Il manoscritto così come concepito e scritto su carta dal suo diretto creatore, il cattolicissimo Tolkien, ultimo figlio illustre della letteratura “sacra”, cristologica, influenzata dal credo cattolico e dallo Spirito Santo, all’opposto della letteratura “profana” che oggi imperversa nelle librerie in ogni angolo del pianeta. Ultimo grande scrittore, figlio legittimo della letteratura mitologica, leggendaria, antica propria del periodo che va tra il XII° e il XVI° secolo. Autore del più grande romanzo fantasy di sempre (snobbo l’etichettatura, tra cui quella di high fantasy: questo libro non è necessariamente catalogabile!), scritto tra il 1937 e il 1949, anno in cui Tolkien consegnò il manoscritto all’editore, e successivamente pubblicato tra il 1954 (anno in cui videro la pubblicazione le prime due parti, La Compagnia dell’Anello e Le Due Torri) e il 1955 (anno di uscita della terza e ultima, Il Ritorno Del Re).

Per vario tempo ho bazzicato da Feltrinelli, ci entravo, ci girovagavo e tenevo d’occhio quell’unica copia disponibile, posta in basso a destra nella sezione libri in lingua inglese, con quella copertina rossa, accesa e vivida, brillante e lucida, quel formato rilegato magnificamente e quel disegno di copertina stupendo, oltre alla ghiottoneria di contenuti in inglese che mi facevano gola. E ora, dopo anni a pensare prima o poi me le comprerò, mi è stato fatto in dono da mia madre, per sua gentile concessione. Il chè rappresenta il regalo che copre tutti i regali, da qui fino a natale 2022 (esagero?). Certo, c’è qualcosa di ancora più “potente” che si può regalare ad una persona, ma per me questo è il top.

Cosa posso dire di questa splendida edizione di questo capolavoro cattolico, e della letteratura mondiale, senza tempo? Che per ora l’ho goduto solo con gli occhi, senza ancora averlo iniziato. Che è l’edizione del 50° anniversario. Che ha più di 1178 pagine ed è edito e distribuito da HarperCollins. Che è la versione più completa esistente sul mercato, contenente anche gli index dei poemi e delle canzoni, delle persone, dei posti e delle cose e di frasi in altre lingue che da noi, mi pare, sono disponibili solo nell’edizione del 50° anniversario pubblicata nel 2005 (quella con copertina bianca e pagine “sformate”, rigate ai bordi: un particolare taglio stilistico che può piacere e non piacere). Che la copertina è la migliore che abbia mai visto e quel rosso fuoco ti farebbe venire voglia di mangiare il libro come fosse un dolce. Che sfogliare e leggere questo libro in lingua madre è un esperienza culturale e linguistica, perchè anche se ancora non l’ho iniziato, ovviamente ho già iniziato a risucchiare i contenuti al suo interno con gli occhi.

Attualmente non l’ho ancora iniziato, dicevo. Prima, magari, inizio e finisco Il Silmarillion, anch’esso in mio possesso e ancora in lista d’attesa. Poi mi dedicherò a The Lord of the Rings, da me ovviamente già letto e finito (nell’edizione italiana che possiedo da varie ere) anni e anni fà (vi dico che quando lo finii pesavo circa 22 kg in meno rispetto ad adesso e avevo i capelli lunghi fino a metà schiena, cosa oramai inesistente). Un edizione italiana ormai introvabile, rarissima e fuori catalogo, che ha tutto ciò di cui le altre edizioni dispongono, a parte l’introduzione alla seconda edizione inglese scritta di getto da Tolkien nel 1966, introduzione che ora è presente in tutte le versioni attuali del libro, curate da Bombiani©. Inoltre, giusto per specificare, la traduzione di questa edizione italiana che possiedo (regalatami da mia madre nel maggio del 2003 – sempre lei, artefice del regalo in lingua italiana così come di quello in lingua inglese), non è quella aggiornata, rivista e corretta in collaborazione con la Società Tolkieniana Italiana, apparsa per la prima volta nella ristampa Bombiani uscita nell’ottobre del 2003, ma bensì, semplicemente, la traduzione originale nonché l’unica esistente, soltanto non rivista e corretta. Per cui se mai doveste trovare e mettere le mani su questa edizione che possiedo, ormai non più reperibile, sappiate che è quella con errori “celebri” come Il Re degli Stregoni di Angmar, orchetti e via discorrendo. Se ve lo state chiedendo, l’edizione italiana che possiedo è l’Edizione Mondolibri su licenza RCS del 2000, la cui versione in mio possesso è stata finita di stampare nel gennaio del 2003. La traduzione riveduta chiaramente è un pregio. Traduzione riveduta e ottimizzata che, comunque, contiene ancora alcuni errori (e no, non mi riferisco alle celebri  20 righe mancanti , ormai reintegrate nel testo in qualsiasi edizione, anche se dopo anni) e che necessiterebbe di un ulteriore revisione.

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Visione laterale del manoscritto. Guardate che malloppo!

Come dicevo, magari prima inizierò e finirò l’altra opera di Tolkien e poi inizierò con questa. Oppure farò il contrario, mi tufferò subito nella lettura in madre lingua di questa pietra miliare e magari, solo dopo che l’avrò (ri) finito, inizierò Il Silmarillion, il tronco mitologico del meta-universo Tolkien (altro che lo share-universe Marvel!), che giace ancora calmo e quieto in attesa di essere letto. Vedremo come si svilupperà la decisione da cui penderà il destino della terra. Di certo la voglia di iniziarlo è altissima, una voglia che ha raggiunto il vertice, ed è il passatempo che vorrei che mi accompagnasse da qui fino alla realizzazione dei 10 segreti di Medugorje (ironizzo). La voglia di iniziarlo è totale. Però voglio dedicarmici interamente e personalmente, senza avere altri libri iniziati ancora da finire, quindi, in ogni caso, dovrò prima finire il libro che stò ancora leggendo, e poi potrò passare al prossimo, qualsiasi esso sarà. E indovinate qual’è il libro che stò ancora leggendo? The Farmer Giles of Ham. Da noi uscito come Il Cacciatore di Draghi. Di J.R.R. Tolkien. Sempre suo. Una novità!

Ora, l’annosa questione, è: una volta concluso il libro che sto leggendo, mi butterò prima ne Il Silmarillion e poi inizierò Lord of the Rings, o viceversa? Molto probabilmente la prima. Questo perchè il primo non l’ho ancora letto, è quindi meglio finire un libro che ancora non hai mai letto per poi (re)iniziarne un altro che hai già letto, così, con quelli rimasti ancora da leggere, sei “apposto”.

Attendetevi, quindi, le cronache di lettura di Il Signore Degli Anelli in lingua originale, che corrisponderà alla mia seconda lettura di questo capolavoro. Un bel cammino letterario in compagnia di The Lord of the Rings (50° Anniversary Edition), che ci accompagnerà nei prossimi mesi. Prossimamente su questo blog!