Al momento in cui scrivo questo articolo è il 26 novembre e penso a cosa sia successo durante la seconda Guerra Mondiale in un 26 di un qualsiasi mese. Penso, se oggi, almeno per me, è un giorno come altri, un 26 avvenuto durante la seconda Guerra Mondiale, cosa invece avrà mai significato? Mi viene subito in mente, considerando che ne ho da poco conosciuto e approfondito la storia (complice il film di Christopher Nolan in uscita a maggio 2017), un segmento specifico della grande guerra avvenuto esattamente nel 26 di un particolare mese. Ecco dunque cosa mi è venuto in mente.

Era il 26 del mese di maggio di ben 76 anni fà. Avveniva, in quel giorno e precisamente nel 1940, quello che in storia viene chiamata operazione Dynamo, avvenuta durante la battaglia di Dunkerque (Dunkirk in inglese), accaduta tra il 26 maggio e il 4 giugno del 1940.

La battaglia di Dunkerque vide ben 410.000 soldati delle truppe alleate scappare dall’avanzata delle truppe del Werhmacht e raggiungere il porto della città francese Dunkerque, unico comune della Francia ancora libero dall’insediamento tedesco, nella speranza di compiere una fuga. Ed unico porto, di seguito, attraverso il quale l’esercito dell’asse alleato poteva contare di fuggire, evitando di finire prigioniero del nemico. Le truppe tedesche, composte da un numero di soldati esagerato e di gran lunga superiore, avevano ormai messo alle strette i 410.000 soldati dell’asse avversario, progressivamente circondati da un avanzata totale e inarrestabile, costretti a ritirarsi verso l’ultimo porto rimasto integro dalla furia distruttiva dell’esercito tedesco, che non era ancora riuscito a fare di quell’ultima città rimasta opera di demolizione. Il porto di Dunkerque, a conclusione della campagna francese, vide la fuga di ben 338.000 soldati, evacuati attraverso la manica, per mezzo delle navi da trasporto che avrebbero poi condotto i soldati in salvo, anche grazie al supporto aereo dell’esercito britannico, inviato per proteggere le truppe alleate e per contrastare e respingere l’offensiva tedesca sia di terra che di aria.

L’operazione dynamo fù quindi quella parte messa in atto per evacuare e trarre in salvo i soldati in fuga, messe alle strette dall’avanzata nazista, ormai predatori della Francia a pieno ritmo e nel pieno della loro avanzata inarrestabile verso la conquista totale del territorio, forti di un esercito di terra bestiale e senza pari. Con il territorio francese ormai divenuto terra di fuoco, il porto di Dunkerque rimase l’ultima speranza. Porto che diede loro la cosiddetta “ultima spiaggia” ma che, poi, come ogni altro comune francese, fù messo a ferro e fuoco dall’esercito tedesco, una volta che questi vi subentrò dopo giorni di insediamento.

Cronologia

  26 maggio 1940 – Calais e Boulogne sono ormai cadute. Dunkerque rimane l’ultimo porto disponibile per l’evacuazione delle truppe alleate. Il Vice-Maresciallo Keith Park, comandante del gruppo N. 11 della Royal Air Force (RAF) britannica, assegna a 16 squadroni la protezione via cielo dei soldati alleati, durante l’evacuazione dal porto. Ad operazione inoltrata, finiranno per parteciparvi 32 squadroni, con l’assegnazione dei turni per il risparmio del carburante, delle risorse e delle energie umane.

  27 maggio 1940 – Il diario di guerra del Corpo Aereo tedesco Luftwaffe II descrive il giorno come “un cattivo giorno”, e riporta perdite pari a 23 aerei ad appannaggio dei piloti RAF durante la battaglia per la protezione aerea della spiaggia di Dunkerque. Iniziano ufficialmente le operazioni di evacuazione. Vengono tratti in salvo 7.669 uomini. Il piano iniziale prevede di evacuare 50.000 uomini della BEF (British Expeditionary Force) in due giorni.

  28 maggio 1940 – I bombardamenti tedeschi diventano più pesanti. Molti vascelli per il trasporto d’evacuazione vengono danneggiati o affondanti. Dieci cacciatorpediniere vengono richiamati e inviati presso l’area delle operazioni di evacuazione, rimanendo al largo mentre scialuppe e imbarcazioni più piccole fanno la spola con la spiaggia del porto di Dunkerque, caricando le truppe alleate principalmente durante le ore notturne. Vengono tratti in salvo 17.804 soldati della BEF, meno di quanto previsto dall’obiettivo dell’Esercito Britannico. Le truppe dell’asse alleato proseguono il loro arrivo nel perimetro della spiaggia di Dunkerque.

  29 maggio 1940 – Un violento bombardamento tedesco paralizza per molte ore l’evacuazione alleata. Il Comandate in carica del Wehrmacht, annuncia: “Il 28 maggio, le perdite della forza aerea nemica hanno totalizzato una sconfitta pari a 24 unità, 16 delle quali sono state abbattute durante il combattimento aereo, 8 tramite Flak (contraerei tedesca, Nd). Tre aerei tedeschi risultano dispersi. Il Captain Molders (dell’esercito tedesco, Nd) ha conquistato la sua 20° vittoria aerea”. Hitler cambia strategia e decide di ritirare tutte le truppe della Panzer-Divison dal settore di Dunkerque, reputato ormai di minore importanza, e di schierarle altrove. Il compito di proseguire la battaglia di Dunkerque viene quindi lasciato in mano unicamente alla 18° Armata del generale Georg Von Kuchler con le sue 10 divisioni fanteria. Vengono evacuati e tratti in salvo 47.310 uomini, principalmente i primi reparti combattenti del 3° corpo d’armata.

  30 maggio 1940 – L’Alto Comandante in carica del Wehrmacht, annuncia: “Al pomeriggio e alla sera del 29 maggio, robuste formazioni di ben due corpi aerei sotto il comando del Generale Grauert e Wolfram Von Richthofen, hanno attaccato le navi di trasporto e di battaglia Britanniche nel territorio portuale e marittimo di Dunkerque e Ostend, mentre era in atto il loro tentativo di evacuare le rimanenti truppe della British Expeditionary Force”. Entro sera, tutte le forze militari rimaste dell’asso alleato sono dentro il perimetro di Dunkerque. Fuori del comune, nelle terre francesi, non vi rimane nessuno. Vengono salvati 53.823 uomini. 

  31 maggio 1940 – Nel cielo sopra Dunkerque, il RAF perde 28 combattenti aerei e reclama 28 piloti tedeschi abbattuti. Le dieci divisioni tedesche in marcia verso la spiaggia sferrano l’attacco finale, contrastate tuttavia dalle truppe franco-britanniche rimaste. Il 2° corpo d’armata resiste a Nieuport e Furnes fino a sera, quando riceve l’ordine di ritirarsi e raggiungere la spiaggia insieme agli alleati già in fase di imbarco. Il Generale Alexander, comandante del BEF, vuole concludere le operazioni di evacuazione entro 2 giorni, secondo direttive esplicite ricevute da Londra. Vengono evacuati altri 68.014 uomini. Tra il giorno precedente e il giorno corrente, sono 120.927 i soldati totali evacuati. Il numero di soldati tratti in salvo raggiunge risultati straordinari.

  1 giugno 1940 – Il RAF invia 8 grandi pattuglie verso Dunkerque. L’Esercito Britannico decide che i combattimenti aerei stanno diventando troppo pericolosi per continuare l’operazione di evacuazione durante le ore diurne. Nello stesso giorno, 500 squadroni aerei col bimotore multiruolo Anson dell’esercito britannico, subiscono l’attacco di 3 Messerschmitt Bf109s, 2 dei quali vengono presi di mira dagli Anson nel tentativo di venire distrutti. Vengono salvati altri 64.229 uomini. 

  2 giugno 1940 – Alle ore 17.00 cade, sotto l’invasione nazista, il comune di Bergues. Alle ore 23.30, il Generale Alexander, dopo un ultima perlustrazione delle spiagge, si imbarca e viene evacuato. Tutte le residue truppe britanniche vengono imbarcate, venendo così messe in salvo. L’ultimo battaglione a partire è il 1º  King’s Shropshire Light Infantry della 1ª divisione fanteria.

  3 giugno 1940Penultimo giorno dell’Operazione Dynamo. I tedeschi arrivano ad un solo km dal porto. Durante la notte, i soldati francesi rimasti fuori dalla spiaggia si dirigono verso il mare, sfruttando il buio. Le operazioni belliche vedono il RAF effettuare 171 riconoscimenti, 651 bombardamenti e 2,739 invii di soldati. Le truppe di cielo tedesche effettuano il primo attacco contro Parigi. 26.746 soldati vengono evacuati e lasciano così Dunkerque. La spiaggia del porto si spopola. 

  4 giugno 1940 – I tedeschi raggiungono la spiaggia di Dunkerque. 26.175 uomini vengono evacuati prima di venire definitivamente accerchiati. 34.000 soldati non ce la fanno a raggiungere il porto in tempo, finendo prigionieri dell’esercito nazista. Fine dell’operazione Dynamo. L’operazione è in larga parte riuscita, con 338.226 soldati salvati, di cui 112.000 francesi. L’ultima nave, l’HMS Shikari, lascia il porto alle 3.40 del mattino. Alle ore 9.00, il Generale Beaufre, firma la resa delle truppe rimaste a Dunkerque, ormai completamente assediata e occupata dai tedeschi. Durante i precedenti 9 giorni, tra il 26 maggio e il 4 giugno, il RAF ha svolto 4.822 missioni su Dunkerque, perdendo 177 aerei militari, di cui 106 in combattimento. Il decadimento numerico delle truppe è talmente forte che la prima forza del Comando Bellico ha attivi 331 Hurricanes e Spitfires (unità dell’Esercito Britannico, Nd) con solo 36 piloti in riserva. L’operazione Dynamo è un successo per le truppe alleate, in larga parte tratte in salvo, e per l’Esercito Britannico, nonostante le perdite. La vittoria dell’operazione Dynamo è dell’asse alleato.

Bilancio
26 maggio – 4 giugno 1940

Risorse e mezzi abbandonati

  • 2.472 cannoni
  • 65.000 automezzi
  • 20.000 moto
  • 76.000 tonnellate di munizioni
  • 600.000 tonnellate di carburante
  • 377.000 tonnellate di provviste
  • 445 Carroarmati

Mezzi distrutti

  • 177 aerei
  • 9 navi della Marina (3 francesi, 6 britanniche)
  • 236 navi per l’evacuazione

Deceduti confermati 

  • 9.550 soldati (3.500 britannici, 6.000 francesi)
  • 1.000 cittadini

Catturati confermati 

  • 34.000 soldati

Perdite totali durante la campagna francese (morti, feriti, persi, catturati)

  • 68.000 soldati

Statistiche complessive 

  • 410.000+ soldati
  • 861-995 navi per l’evacuazione
  • 4.822 missioni del RAF
  • 1 soldato catturato ogni 7

La battaglia di Dunkerque fù vinta dall’esercito tedesco. L’operazione Dynamo, invece, si concluse con la vittoria strategica dell’asse alleato. L’operazione finì per essere la più grande evacuazione con esito positivo mai accaduta nella storia. Tutt’oggi, le gesta eroiche e i risultati della vittoria vanno alle truppe britanniche, sia esse di terra, di mare che di aria, e ai comandanti dei rispettivi plotoni, che seppero guidare il proprio esercito verso la vittoria, complice una serie di azioni e di avvenimenti che rallentarono la marcia nazista verso la spiaggia e portano le truppe all’evacuazione, riuscendo così in quello che Churchill definì un miracolo.

A tutt’oggi, la battaglia di Dunkerque rappresenta uno dei segmenti della Seconda Guerra Mondiale più importanti che siano accaduti, sopratutto per ciò che concerne la prima parte del periodo storico. Prima parte che vide l’asse nemico come predominante, con Hitler capace di conquistare una serie di vittorie in fila come mai prima d’ora, inalando vittorie su vittorie per almeno 3 anni di fila. Il declino, come sappiamo, arrivò anche per lui, con l’inversione dei risultati e dell’andamento di guerra già a partire dal 1942 e la progressiva ascesa verso la vittoria dell’asse alleato.

La battaglia di Dunkerque fù anche vinta dall’asse tedesco, che ne conquistò i territori e sigillò l’inizio della fine per la Francia, una delle nazioni più devastate dalla Seconda Guerra Mondiale. Ma l’operazione Dynamo, la grande fuga delle truppe dai porti di Dunkerque, risultò essere un successo e divenne così la prima grande vittoria dell’asse alleato, lo stesso asse che nel 1945 mise fine per sempre all’impero del terrore nazista.