Finalmente una vittoria. E non una di quelle secondarie, fondamentalmente accessorie e “inutili”, ma bensì una di quelle importanti, decisive. Dopo le mille perdite inalate nel corso dell’ultimo secolo, vittima di un processo secolare di distruzione della morale e dei principi cristiani, finalmente, oggi, almeno per una volta, l’asse del bene ha trionfato. E abbiamo perso ai tempi del Family Day. Abbiamo perso quando sono passate le leggi sull’aborto e sul divorzio. Abbiamo perso quando siamo entrati nella Comunità Europea, finendo per divenire un ingranaggio meccanico sottomesso alla globalizzazione, perdendo la lira, il cui valore ci permetteva un economia da Tripla A, a favore dell’euro, ultimo frutto della globalizzazione strategica economica, la cui gestione ci ha portato, e ci stà portando, verso il baratro. Ora, finalmente, almeno una vittoria è stata ottenuta. Almeno una. E io posso dire di fare parte di quel 59% che ieri, usufruendo del diritto al voto, ha votato NO. Ho votato NO e ne vado fiero. Ho usufruito dell’unico potere che dispongo come cittadino e ho contribuito alla vittoria schiacciante del risultato che andava ottenuto, che bisognava ottenere, che dovevamo concretizzare, per evitare di peggiorare ulteriormente gli equilibri socio-politici che sono già in una condizione misera.

Ora, finalmente, il peggior premier mai esisto sulla faccia della terra si è tolto dai coglioni. Un Italia senza di lui sarà un Italia meno peggio di quella precedente, sempre che non venga un premier peggiore (ipotesi sempre probabile). Potremo anche peggiorare ancora e ridurci in prossimità del fondo più totale, ma fare peggio del Mr. Bean italiano (non ditemi che non avete mai notato la somiglianza) sarà dura. Comunque, il NO ha vinto. Oggi è la giornata in cui, svegliandoci, possiamo dire di vivere in un paese dove l’ultima porcheria strategica della massoneria ha perso e non ha avuto successo. Ora abbiamo vinto e tutte le ansie e paure sul probabile successo del SI sono crollate, togliendosi di mezzo come neve che si scioglie al sole in una mattina di gennaio. Ha vinto il NO e possiamo trarre un sospiro di sollievo. La guerra continua, ma la battaglia si è conclusa. Per una volta, il risultato pende dalla parte dell’asse alleato.

Le mie considerazioni 

Vorrei fare due considerazioni su questo referendum che, grazie al passaggio virale delle coscienze, ha perso. Le avrei esposte anche prima del 4 di dicembre, per promuovere la cultura del NO, ma non ce l’ho fatta in tempo. Per prima cosa, voglio appuntare come, finalmente, abbiamo avuto, e forse sarà l’unica volta in cui accadrà, un popolo che ha votato CONTRO la coscienza venduta e propagandata dal Governo. Un Governo che diceva di votare SI per questo e quest’altro motivo, vendendoci tutta una serie di motivazioni che facevano gola, mascherando e nascondendo le vere leggi che sarebbero passate in caso di vittoria. Il popolo ha capito, si è destato dal sonno e ha reagito.

Ora passiamo alle considerazioni più concrete. Ho sempre pensato, fin dall’inizio, che si trattasse di un referendum mascherato di innocenza, dandomi l’impressione netta che questa riforma fosse l’esaltazione totale della figura popolare del lupo travestito da pecorella. Quando il governo propone un disegno che si vende come “bene”, che guardacaso potrebbe regalare soddisfazioni ai cittadini, che, guarda un pò, andrebbe contro gli interessi dei politici e che, ma dai, farebbe un favore al popolo, vuol dire che c’è qualcosa che non và. Nessuna legge italiana potrebbe mai andare contro gli interessi della classe politica, diminuendo, come questo referendum ci voleva far credere, gli stipendi mensili dei politici, riducendo il numero di senatori, semplificando la burocrazia, riducendo il numero di partiti, e tutte quelle belle favole popolari che noi cittadini tanto vorremmo e in cui l’omino del Governo voleva farci credere per far passare tante altre “belle” leggi che, in caso di vittoria, avrebbero contribuito alla destrutturazione morale e sociale del nostro paese. Leggi di cui loro non han mai parlato. Chissà perchè. E’ come dire, tornando al punto precedente, che domani, Satana, concederebbe sollievo alle anime dell’Inferno. E’ un paradosso. Rinnegherebbe se stesso. Quindi, il giorno in cui il pupazzo del Governo proponeva la bevanda populista per farci ubriacare, e che stranamente sembrava così innocente, etica, giusta, a me sorse subito il dubbio. Sono troppo intelligente per cascare nel tranello del caramellaio emotivo.

Un Governo che fà di tutto per aumentare i propri interessi, lenendo la salute mentale e fisica del cittadino, distruggendo il tessuto sociale ed economico del nostro paese, non può improvvisamente proporci qualcosa che sembrerebbe buono, valido, come se la coscienza del male fosse divenuta buona da un giorno all’altro. Aumentano le tasse, l’IVA, la globalizzazione economica, i contributi da versare allo Stato, il debito nazionale, l’età del pensionamento, le leggi contro natura, la disoccupazione, e, dopo tutte queste porcherie, oggi ci propongono quattro cose che sembrano tanto, tanto belle. Ma dai. Il diavolo che si traveste di innocenza. Ho subito capito che dietro quelle leggi che tanto trasudavano innocenza, che tanto facevano apparire il Governo come “coloro che vogliono fare il bene dei cittadini”, in realtà erano il lasciapassare strategico per le vere leggi che lui, l’ex omino del potere, voleva far passare, facendole divenire realtà. Leggi di cui, ovviamente non ha mai parlato, lasciando che a venire pubblicizzate fossero solo quelle 4-5 leggi sistematiche con le quali ha costruito la campagna propagandistica pro-SI, cercando di imporsi come un influencer della massa.

Le leggi di cui non ha mai fatto voce, sono leggi che ormai conosciamo tutti, grazie alla promozione virale delle stesse, che ha illuminato le coscienze del popolo. Se volete saperle, leggete qui. Ma, cercando su google, troverete in abbondanza siti che ne parlano. Trovate tutto il materiale offline e digitale che vi parlerà di tutto quello che sarebbe passato nel caso di vittoria del SI. E non materiale scritto e appurato senza alcuna convalida storica, come una sorta di precetto dottrinologico fine a sé stesso, bensì il contrario. Torniamo al punto precedente. Notando il tranello del diavolo che si presenta come lupo ferito e vittima, capii subito che dietro questa offerta tanto generosa e ricca di polpa da parte del Governo, c’era ovviamente l’interesse per finalizzare un nuovo regno di legge massonico, aggiungendo, sottraendo e cambiando contenuti costituzionali per il loro interesse personale. Un analisi costituzionale che verteva sulla modifica radicale di alcuni punti, invertendo il loro contenuto. Guarda caso, quando queste leggi “nascoste” sono uscite fuori, quando ne han iniziato a parlare, quando la verità è venuta fuori, non sono rimasto affatto sorpreso. Sapevo che c’era qualcosa che non quadrava. I disegni di legge e i meccanismi propagandistici erano troppo puliti. Ora il NO ha vinto, l’omino si è dimesso, speriamo solo che non torni la sinistra. Tra le tante leggi di cui non han parlato e che sarebbero passate nel caso di vittoria, vi è quella che avrebbe abolito il voto democratico per la selezione dei Senatori, che invece sarebbero stati scelti esclusivamente dal Capo Governo, imponendo così, per sempre, il proprio potere sul Senato, convertendolo dalla parte del proprio asse. Pensate se avesse vinto il SI. Avremmo avuto un Senato renziano a vita, con una nuova forma di governo autoritario sempre meno democratico. E questa è solo una delle tante leggi che han perso.

Personalmente, aldilà dell’analisi costituzionale per evitare scelte di preconcetto, per scegliere di votare NO, a me bastava il fatto che la riforma costituzionale veniva da lui, l’omino, sosia italiano di Mr. Bean, che ora si è dimesso. E questo, per me, era già sufficiente.