Santa Rita, la santa dei casi impossibili e disperati. Mi sono sempre chiesto perchè questa santa fosse stata eletta patrona dei casi disperati e impossibili, provando ad immaginare cosa avesse fatto in vita sua per ottenere questo titolo; mi chiedevo proprio perchè fosse stata nominata santa di questa specifica “categoria” di casi. A questa curiosità si aggiunse anche il desiderio di sapere perchè venisse chiamata santa della rosa e della spina, oltre a santa dei casi disperati e impossibili. Ho così deciso di compiere un approfondimento storico totale, documentandomi sulla vita terrena e sulla figura di questa santa straordinaria.

Giusto per dire, le scoperte fatte sulla sua vita non mi hanno sorpreso, nel senso che avevo già immaginato e previsto la bellezza del suo cammino e del suo operato, la grandezza della sua virtù e dei suoi sacrifici e la grandezza delle sofferenze da lei patite. Se sei santa e sei pure riconosciuta dalla Chiesa Cattolica, vuol dire che hai fatto davvero qualcosa di grande. In cuor mio, quindi, odoravo già la radiosità della sua testimonianza, pur non avendo ancora letto niente su di lei. Ha patito, ha donato, ha fatto, ha offerto, ha ascoltato: i passaggi che comportano la santificazione.

E’ senza dubbio confortevole avere una santa che vive in cielo e che ricopre la carica di Ministro dei casi impossibili e disperati. Di santi ne abbiamo tanti e lei è un altro fiore all’occhiello delle creazioni di Dio; sicuramente una delle creature più splendenti che Gesù ci abbia mai donato. Cosa posso dire di questa santa, personalmente, giusto per cominciare? Direi di accennarvi qualche piccolo dettaglio “intimo”, giusto per fornire una sorta di contesto “privato”, tra me e lei. 

Posso dirvi che è una delle mie sante preferite, o forse la mia preferita, nonchè quella a cui più di ogni altra sono legato. L’ho conosciuta nel 2014, in una chiesa di Piazza Armerina, in Sicilia (provincia di Enna). Non che non la conoscessi prima o che non l’avessi mai sentita nominare, ma la conoscevo solo di nome e non mi ero mai avvicinato a lei direttamente. Sapevo solo che esisteva e basta, e non sapevo nulla a riguardo, o quasi. Per “conosciuta”, quindi, intendo il momento preciso in cui ho approfondito la sua storia e mi sono legato a lei in modo consapevole, “ufficiale”; l’attimo in cui è nata un amicizia spirituale, un legame; il desiderio di invocarla e pregarla, nonchè di sapere chi fosse e da dove venisse. Ad oggi, posso dire che questo legame dura ormai da 3 anni.

Ricordo che nel 2015, quando ci fù la scelta dei santi tramite biglietto in una Chiesa di Sassuolo (provincia di Modena), a me capitò, guardacaso, proprio lei, all’interno di un cestino che conteneva centinaia di biglietti. Fantastico, eh? E ricordo anche di come in un altra Chiesa di Sassuolo, nel tardo 2015, verso novembre, mi ritrovai dinanzi una sua statua, con il libretto delle richieste e delle preghiere da affidare alla santa. Non potei che usufruire anchio di questa cosa; fu curioso il ritrovarmi di nuovo dinanzi a lei, ai piedi di una sua statua, e quasi mi sembrò di vivere un deja-vu. Questi sono alcuni dei piccoli episodi che posso citare, giusto per ripercorre le tappe del mio personale cammino di approfondimento della santa; episodi che hanno generato un legame che sento nel cuore. 

Detto questo piccolo preambolo personale, vorrei ora dedicarvi un piccolo speciale, ripercorrendo le tappe storiche della sua esistenza terrena. Esistenza fatta di croci, esperienze mistiche e una profonda unione nelle sofferenze con Gesù. La sua vita fù spesa nel sacrificio, nell’amore e nella preghiera. Si può dire che la vita di S. Rita si divide in due parti ben distinte. La prima parte vide la nostra S. Rita vivere una vita laica, con la consacrazione matrimoniale che la resero moglie e mamma, mentre la seconda parte la vide vivere una vita consacrata, come monaca per oltre 40 anni. Ella visse quindi entrambe le consacrazioni possibili, laica e religiosa, dando il massimo in entrambe le parti.


Biografia cronologica
  • Nasce come Margherita Lotti nel 1381, nella frazione di Roccaporena, a 5km da Cascia, provincia di Perugia.
  • I genitori erano già grandi di età ed entrambi religiosi nonchè cattolici praticanti; essi poterono così donare una crescita cristiana alla piccola neonata. Economicamente erano una famiglia agiata ed erano proprietari di vari terreni agricoli locali.
  • Sentì la vocazione di farsi monaca a 13 anni.
  • Fù data in sposa ad un uomo, tale Paolo di Ferdinando di Mancino, meglio conosciuto come Paolo Ferdinando o Paolo Mancini, quando aveva 17 o 18 anni. Da lui ebbe due figli gemelli maschi.
  • Il marito era conosciuto come uomo irruente e violento ed aveva un carattere tutt’altro che religioso e ancora da santificare. Il suo temperamento fece molto soffrire la sua sposa che visse così un esperienza matrimoniale fatta di croci, che fortificarono in lei la virtù della pazienza, della fede e del sacrificio coniugale. La giovane Rita, con pazienza e amore, convertì suo marito e acquietò il suo carattere, facendogli abbandonare le armi e cambiando radicalmente la sua personalità; egli scelse poi di lavorare in un mulino di famiglia. Rita stava preparando la sua anima per la salvezza: lo convertì da peccatore a fiore, un fiore che ella presentò a Dio.
  • 18 anni dopo il matrimonio, il marito venne assassinato una notte mentre tornava a casa. Rita perdonò i suoi assassini e pregò molto per loro, offrendo questo sacrificio d’amore a Gesù.
  • I suoi due figli escogitarono un modo per vendicare il padre e uccidere i suoi assassini. Rita pregò intensamente affinchè anche i figli potessero perdonare e abbandonassero l’idea della vendetta. Ella offrì a Dio la loro vita pur di non vederli macchiati di peccati gravi. Cercò inoltre di appianare l’odio che si era radicato tra i suoi figli e la famiglia degli assassini.
  • I suoi figli morirono a causa di una malattia circa un anno dopo.
  • Abbandonata pure dalla famiglia di lui, Rita ascoltò la vocazione originale del suo cuore e chiese di entrare tra le monache.
  • Dopo 3 tentativi dove si vide rifiutare la richiesta di entrare tra le religiose, Rita venne finalmente accettata nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena, nel 1407, presente nel centro storico di Cascia. Ciò accadde dopo l’episodio dello scoglio, dove tre santi del paradiso la portarono all’interno delle mura del convento, portandola in volo dallo stesso scoglio.
  • Visse 40 anni di vita in convento nella sofferenza e nella preghiera, offrendo costantemente digiuni, penitenze, mortificazioni e preghiere come nessun’altra. Portava il silicio di giorno e di notte e passava lunghe notti in preghiera; viveva intensamente e con frequenza i digiuni a pane ed acqua. Ogni atto da lei compiuto era offerto a Dio.
  • Ricevette sulla fronte, mentre era in preghiera davanti il Santissimo, una spina della corona del Crocifisso. La ebbe per 15 anni consecutivi fino alla data di morte, patendo un dolore senza fine.
  • Muore il 22 maggio 1457.
  • E’ stata canonizzata, quindi proclamata santa, da papa Leone XIII nel 1900.

Episodi storici 

E’ bene ricordare ed enfatizzare su alcuni episodi notevoli, frutto della produzione mistica della santa. Episodi che a tutt’oggi sono quelli più celebri, divenuti poi gli attributi storici e iconografici della santa.

L’episodio delle vespe

Quando era una neonata, S. Rita si trovava nella culla all’aperto nella campagna di famiglia, circondata da uno sciame di api alquanto numeroso. Un signore anziano che si era ferito ad una mano con una falce, passò di lì e vide lo sciame sopra la culla. Iniziò a cercare di scacciare le api dalla culla, ottenendo, man mano che cercava di mandarle via, il miracolo della guarigione alla mano. Inoltre, le api si posarono sulle labbra della bambina, dandole il miele.

Il miracolo dello scoglio

S. Rita visse personalmente anche una grande esperienza mistica, di origine soprannaturale. Ella, infatti, per intercessione di S. Giovanni Battista, S. Agostino e S. Nicola da Tolentino, venne fatta volare dallo scoglio fino all’interno delle mura del convento di Cascia. Fù solo allora che le monache l’accettarono, dopo averla rifiutata 3 volte, ed è lì che vi rimase per 40 anni.

La spina sulla fronte

La sera del Venerdi Santo del 1432, S. Rita ricevette da Gesù una spina della corona che il Signore Gesù portò durante la passione. Ella ebbe questa spina, capace di causarle enormi dolori, per 15 anni, fino alla sua morte. Analisi mediche effettuate nel 1972 e nel 1997 hanno confermato la presenza di tracce di una lesione ossea aperta nella zona frontale sinistra.

Il segno della rosa

Cinque mesi prima di morire, S. Rita era ormai ammalata e ridotta nel lettino senza potersi alzare. Una parente, sua cugina, la andò a trovare facendole visita e quando fece per congedarsi, le chiese se aveva un desiderio particolare da realizzare. S. Rita le chiese se poteva portarle una rosa e due fichi dal suo orto di Roccaporena. Tuttavia, la stagione era quella invernale, il paese era ricoperto di neve e faceva molto freddo, pareva quindi impossibile, per la cugina, la possibilità di poter trovare una rosa e due fichi nell’orto. Nonostante pensasse che delirasse, ella andò nell’orto comunque, in pieno inverno e con un manto di neve pazzesco e, con suo grande stupore, vi trovò una rosa e due fichi, interpretati come la salvezza del marito e dei suoi due figli.

La visione e l’ultima esperienza prima di morire

Nel giorno in cui morì, pochi minuti prima di chiudere gli occhi, S. Rita ebbe la visione di Gesù e Maria che la invitavano in Paradiso. Quando morì, una sua consorella vide la sua anima salire al cielo. Le campane si misero a suonare sole, probabilmente mosse dagli angeli. Dalla sua camera si vide risplendere una luce estremamente luminosa, come se vi fosse entrato il sole, mentre nel Monastero si sparse e si sentì un profumo di rose.

Le testimonianze e i miracoli post-morte

La venerazione e le testimonianze dei miracoli ricevuti per intercessione di S. Rita fiorirono fin da subito. Non appena giunta in paradiso, S. Rita si mise subito all’opera per intercedere presso chiunque faceva ricorso a lei. Ci fù subito una grandissima produzione di interventi miracolosi per intercessione della Santa. I primi miracoli vennero registrati dai notai dal 1457 fino al 1563, registrando un totale di 46 miracoli. Grazie alle testimonianze delle persone che chiesero la sua intercessione, S. Rita venne presto definita e soprannominata come santa dei casi disperati e impossibili, grazie a dei casi disperati risolti, per l’appunto, per mezzo della sua intercessione. Casi che altrimenti sarebbero stati impossibili.


Preghiera di Santa Rita

O Santa Rita, santa dell’impossibile e avvocata delle cause disperate, sotto il peso della prova, ricorro a te. Libera il mio povero cuore dalle angosce che l’opprimono e rendi la pace al mio spirito affranto. Tu che sei stata scelta da Dio come avvocata delle cause desperate, ottienimi la grazie che ti chiedo

(esprimerla qui)

Sarei io il solo a non sperimentare l’efficacia della tua potente intercessione? Se i miei peccati costituiscono un ostacolo all’esaudimento dei miei voti piu cari, ottienimi la grande grazia di un sincero pentimento e del perdono, mediante una buona confessione. In ogni caso, non permettere che io continui a vivere in una cosi grande afflizione. Abbi pietà di me. O Signore, vedi la speranza che ho riposto in te. Ascolta santa Rita che intercede per noi, umanamente afflitti senza speranza. Ascoltala ancora una volta, manifestando in noi la tua misericordia. Amen.


Credo di essere giunto alla fine. Ho scritto questo pezzo come tributo e omaggio a Santa Rita da Cascia, cogliendo l’occasione per rievocare la memoria storica, la sua vita e le sue gesta, tributando e promuovendo la sua figura, anche se le informazioni che ci è dato sapere sono molto rudimentali visto l’appartenenza ad un epoca molto antica, che non ha saputo conservare più di tanto le memorie storiche dei suoi personaggi; tuttavia sono riuscito a recuperare quasi tutto ciò che ci è dato sapere, nei limiti della memoria storica. Questo articolo è quindi dedicato a lei e, almeno spero, serve a tutti coloro che vogliono approfondirne la conoscenza, nel tentativo di conoscere quante piu informazioni possibili. Consiglio a chiunque di conoscerla e di approfondirla, di pregarla e di invocarla; non vi costa nulla e non avete nulla da perderci. Piuttosto, ci guadagnate: la sua intercessione è potente. Alla prossima, ragazzi!