Ora che finalmente sono state reintegrate, anche se solo a partire dal 2014, tutte le edizioni di Il Signore degli Anelli offrono le famose 20 righe mancanti che omettevano una porzione di testo sul finire del capitolo Molti Incontri, nel primo libro La Compagnia dell’Anello. 

Ricordo che le 20 righe mancanti vennero a galla e divennero un vero e proprio “fenomeno mediatico” tra i fans di Il Signore degli Anelli quando Bompiani pubblicò l’edizione con la traduzione riveduta e corretta, nell’ottobre del 2003. Il testo era si rivisto e ottimizzato, con oltre 400 errori corretti e tante soluzioni filologiche, grammaticali e semantiche riviste e sistemate, ma al suo interno celava il famoso taglio, da sempre neo ed handicap di tutte le edizioni Bompiani. A poco a poco, i lettori se ne accorsero e il caso divenne virale, conquistando anche una certa popolarità.

Così, sia che si comprava la splendida edizione illustrata, con i lavori grafici di Alan Lee, sia che si comprasse l’edizione tascabile, suddivisa in 3 volumetti, sia che si comprasse l’edizione del 60° Anniversario, il manoscritto di Tolkien mancava di quelle righe. E i lettori più affezionati all’opera magna, summa ed apice dello scrittore cattolico erano tutt’altro che contenti di questo buco.

Dopo anni di richiami e “proteste”, in cui i lettori del capolavoro si sono fatti sentire sentitamente (scusate il gioco di parole), Bompiani ha accolto la tanto agognata, pompata, strillata, desiderata e assillante richiesta/desiderio di reintegrare l’omissione, dovuta, in origine, probabilmente ad una falla nella digitalizzazione del testo, o ad una sorta di “bug” nel processo di stampa. E 20 righe mancanti siano, avranno detto i vertici di Bompiani. Anche la Bibbia lo insegna. Rompi la testa continuamente, esprimi e richiedi quel desiderio che vuoi con persistenza e perseveranza, e lo otterrai. Avete presente la parabola della signora anziana e del giudice? Ecco. La signora chiese talmente tanto al giudice ciò che voleva, che quest’ultimo, pur di non sentirla, le diede quello che voleva, stancato dalla sua insistenza. Ecco un insegnamento delle Sacre Scritture. Lo disse anche la Madonna tramite i messaggi di Medugorje: “se non otterrete per merito, otterrete per insistenza”. E così è successo ai lettori.

Tuttavia, per quanto sia stata rivista e corretta la traduzione di Vicky Alliata, per quanto sia stato finalmente reintegrato il pezzo mancante del testo e per quanto siano state fatte tante belle edizioni differenti tutte realizzate con cura, sempre complete al 100% di tutti i componenti (appendici, presentazione, prefazione alla 2° edizione inglese, etc) e tutto quanto, rimangono ancora delle piccole imperfezioni di cui, in qualità di lettori pignoli, ci si può lamentare. Non è, insomma, ancora stata raggiunta l’ideale perfezione tecnica del prodotto, che ancora risente di un certo pressappochismo all’italiana. Quella sorta di “ma si, va bene così” che spesso ci contraddistingue se messi a confronto con i protocolli professionali presenti in realtà editoriali di altre nazioni.

Ad esempio, nell’edizione illustrata, i bellissimi disegni di Alan Lee (dei veri e propri artwork interpretativi del testo) non sono stati ripartiti all’interno del romanzo attraverso una distribuzione razionale e intelligente. Sono invece stati inseriti in modo casuale o quasi. Faccio un esempio pratico. Quando arriverete in una data pagina dove Frodo e Sam si ritroveranno davanti il nero cancello, il disegno che raffigura questa scena lo ritroverete invece accanto alla pagina dove Gandalf parla con Saruman prima ancora della scena del nero cancello. Il disegno non è di spalla al testo, cosa invece tutt’altro diversa nell’edizione inglese.

Nell’edizione vintage, invece, la mappa è “attaccata” al romanzo stesso, ovvero è un disegno stampato su due pagine. Non è, quindi, una mappa stand-alone che si può togliere ed aprire a parte, come nelle altre edizioni. Un piccolo colpo basso per chi voleva una cosa allineata alle altre edizioni.

Infine, nonostante ormai le 20 righe siano un ricordo passato e molti degli errori, delle mancanze e delle scelte di traduzione ottimizzabili e perfettibili hanno avuto un adeguata revisione, portando il livello di aderenza all’originale e di qualità del testo ad uno stato più elevato, è stato fatto notare che, anche nella traduzione corretta, persistono ancora molti errori. Tante scelte terminologiche individuali che possono ancora essere perfezionate. Tante soluzioni ancora perfettibili. Lungo il corso degli anni, dal 2003 ad oggi, tutti gli appassionati che hanno voluto contribuire a stilare gli errori ancora presenti, hanno potuto inviare l’errore che han scoperto ad un sito che si è occupato di rilevare e aggiornare le imperfezioni in un documento liberamente usufruibile, scaricabile gratuitamente come Pdf da internet. Una vera e propria risorsa, unica per la sua utilità, messa a disposizione di tutti. Se volete sapere tutti gli errori che ancora persistono nella traduzione riveduta e corretta, cliccate qui.

Detto questo, e concludendo, ora tutte le edizioni distribuite portano il famoso “pezzo mancante”, finalmente disponibile e ritornato in casa dal papà (come la parabola del figliol prodigo, vedete quanti riferimenti espliciti al cattolicesimo si possono ricavare anche solo parlando di una cosa simile?). Così, sia che compriate l’edizione illustrata, sia che acquistiate l’edizione tascabile economica, sia che compriate l’edizione del 60° Anniversario o l’edizione vintage, avrete quelle celebri 20 righe di testo finalmente disponibili. Tutte per voi. Tutte vostre. Lì dentro, nel libro. Finalmente, i lettori che non avevano mai letto quelle 20 righe, potranno leggere come finiva davvero il capitolo Molti Incontri. Anche se, in realtà, ve lo avrei già spoilerato io dall’immagine di questo articolo.