Chi sono i focolarini? Cos’è il Movimento dei focolari? E che cos’è la parola di vita? Per le prime due domande, vi invito a leggere lo speciale che ho fatto a riguardo. Passiamo dunque alla terza domanda: cos’è la parola di vita. La parola di vita è, innanzitutto, la parola del vangelo. Ma per capire come sia venuta fuori, è bene ripassare brevemente una piccola parte della storia del movimento, dandovi un po’ di contesto: Chiara Lubich, fondatrice del movimento, usava portare con sé il vangelo ovunque andasse, sopratutto durante la seconda guerra mondiale. Ogni qual volta che suonava la sirena per l’allarme aereo e doveva ritirarsi presso un rifugio, ella portava con sè il vangelo. Li, nel rifugio, si radunava assieme ad altre persone per leggere la parola di Dio. Apriva il vangelo, spuntava un particolare verso e poi lo leggeva. In seguito lo commentavano e cercavano poi di prendere la parola e di viverla, di metterla in pratica. Chiara e le sue compagne si raccontavano poi i frutti che il vivere quella parola aveva portato nelle loro vita. Fù in quel periodo, e con le suddette modalità, che nacque il movimento stesso nonché la pratica della parola di vita, oggi soggetto principale dei vari gruppi del movimento sparsi in giro per il mondo. La parola di vita è questa: ci si incontra con un gruppo del movimento, si legge la parola del vangelo del mese e la si commenta. Il mese successivo ci si incontra e si condivide ciò che abbiamo vissuto, durante l’arco del mese passato, nel mettere in pratica quella parola, quello che abbiamo ricevuto e avuto in relazione a quella particolare parola. Poi si legge la parola del mese nuovo. E così via, ogni mese, tutti i mesi.

In uno dei primi mesi dello scorso anno, ebbi il mio primo incontro in assoluto con un gruppo facente parte del movimento, ma non ero ancora consapevole di cosa fosse e di cosa significasse questa pratica della parola di vita e, sopratutto, non conoscevo ancora il pieno potenziale e tutte le frecce a disposizione dell’arco del movimento dei focolari. Ignoravo ancora molte delle cose che ci sono da sapere riguardo il movimento. Concluso il mio primo incontro, per una serie di motivi personali non ci tornai più per un anno, dirigendomi altrove. Quest’anno, a marzo, ho fatto il mio ritorno e ho ripreso il cammino ufficialmente; condividere la parola, commentarla, condividere la propria esperienza e i propri pensieri è davvero stupendo. Fare parte del Movimento dei Focolari, frequentando uno dei tantissimi gruppi esistenti, lo è ancora di piu, considerando la mia affinità con il loro carisma e la loro spiritualità.

Partendo da questo marzo, vi presenterò di mese in mese la parola di vita del movimento. La parola è un estratto del vangelo a cui segue il commento che generalmente viene fatto da una persona facente parte del movimento. Fino a poco tempo fà, il commento era curato da un sacerdote, oggi è invece curato da una signora anziana. Il curatore della parola di vita cambia di periodo in periodo. Questo è quindi il primo appuntamento ufficiale. A voi e buona lettura.

Movimento dei focolari
Parola di vita
Marzo 2017

“ … lasciatevi riconciliare con Dio” (2 Cor 5,20).

In tante parti del pianeta, ci sono guerre sanguinose e che sembrano interminabili, e che coinvolgono le famiglie, le tribù e i popoli. Gloria, vent’anni, racconta: “Abbiamo avuto notizia che un villaggio era stato bruciato e molti erano rimasti senza più nulla. Con i miei amici ho iniziato una raccolta di cose utili: materassi, vestiti, alimenti; partiamo e dopo otto ore di viaggio incontriamo le persone nella desolazione. Ascoltiamo i loro racconti, asciughiamo lacrime, abbracciamo, confortiamo… Una famiglia ci confida: “La nostra bambina era nella casa che ci hanno bruciato e ci è sembrato di morire con lei. Ora nel vostro amore troviamo la forza di perdonare gli uomini che ne sono stati la causa!”.

Anche l’apostolo Paolo ha fatto un’esperienza: proprio lui, il persecutore dei cristiani, ha incontrato sul suo cammino, in modo totalmente inaspettato, l’amore gratuito di Dio, che poi lo ha inviato come ambasciatore di riconciliazione in suo nome.

E’ diventato così testimone appassionato e credibile del mistero di Gesù morto e risorto, che ha riconciliato a sé il mondo perché tutti potessero conoscere e sperimentare la vita di comunione con Lui e con i fratelli. E, attraverso Paolo, il messaggio evangelico ha raggiunto e affascinato persino i pagani, considerati i più lontani dalla salvezza: lasciatevi riconciliare con Dio!

Anche noi, nonostante gli errori che ci scoraggiano o le false certezze che ci illudono di non averne bisogno, possiamo lasciare che la misericordia di Dio – un amore esagerato! – guarisca il nostro cuore e ci renda finalmente liberi di condividere questo tesoro con gli altri. Daremo così il nostro contributo al progetto di pace che Dio ha su tutta l’umanità e sull’intera creazione e che supera le contraddizioni della storia, come suggerisce Chiara Lubich in un suo scritto:

“[…] Sulla croce, nella morte del suo Figlio, Dio ci ha dato la prova suprema del suo amore. Per mezzo della croce di Cristo, Egli ci ha riconciliati con sé. Questa verità fondamentale della nostra fede ha oggi tutta la sua attualità.

E’ la rivelazione che tutta l’umanità attende: sì, Dio è vicino con il suo amore a tutti e ama appassionatamente ciascuno. Il nostro mondo ha bisogno di questo annuncio, ma lo possiamo fare se prima lo annunciamo e lo riannunciamo a noi stessi, sì da  sentirci  circondati da  questo amore, anche  quando tutto farebbe  pensare il contrario. […] Tutto il nostro comportamento dovrebbe rendere credibile questa verità che annunciamo. Gesù ha detto chiaramente che prima di portare l’offerta all’altare dovremmo riconciliarci con un nostro fratello o sorella se essi avessero qualcosa contro di noi (cf Mt 5,23-24)… amiamoci come lui ci ha amati, senza chiusure e pregiudizi, ma aperti a cogliere e apprezzare i valori positivi del nostro prossimo, pronti a dare la vita gli uni per gli altri. Questo è il comando per eccellenza di Gesù, il distintivo dei cristiani, valido ancora oggi come ai tempi dei primi seguaci di Cristo. Vivere questa parola significa divenire dei riconciliatori.

Vivendo così, arricchiremo le nostre giornate con gesti di amicizia e riconciliazione nella nostra famiglia e tra le famiglie, nella nostra Chiesa e tra le Chiese, in ogni comunità civile e religiosa a cui apparteniamo.

Letizia Magri

Commento

Il mese di marzo ha segnato il mio secondo incontro ufficiale con il gruppo dei focolari della parola di vita e la prima volta in cui ho debuttato, all’interno del gruppo, condividendo il mio pensiero e la mia esperienza correlata alla parola del mese. Penso che ripeterò più o meno quanto da me espresso in sede durante lo scorso mese. In buona sostanza, il messaggio, sintetizzato e riassunto, di questa parola, è la riconciliazione con Dio, e la conseguenza di sentire amore, dandolo e condividendolo con gli altri, come frutto della riconciliazione.

Io dico, che la riconciliazione è possibile, se lo si vuole col cuore, con deliberato consenso, se si sente dentro di noi il desiderio di amare Dio, di avvicinarsi a lui e di stringere amicizia. Tuttavia, per quanto la riconciliazione possa essere frutto di un forte sentimento che porta ad avvicinarci, riconciliarci e quindi a cambiare vita, va detto che la suddetta riconciliazione con Dio, può anche venire successivamente ferita, bloccata e deturpata nel tempo se nel cuore del cristiano che si è riconciliato sussistono ancora i frutti del male acquistati in precedenza, come la rabbia, la frustrazione, l’ira, la paura e quant’altro.

Quindi, se dopo che ti sei riconciliato e hai ufficialmente stretto amicizia con Dio, i frutti del male, dentro il tuo cuore, dovessero venire a galla, dovessero riaprire le piaghe che hai ottenuto nel corso della vita e dovessero interferire tra te e Dio, ovvero tra la tua nuova vita da riconciliato e il Signore Gesù, c’è una cosa che tu puoi e dovresti fare: pregare. La preghiera è infatti il metodo che annulla, gradualmente e senza fretta, il male presenta in noi; la preghiera è la scelta che cambia la vita, seconda solo alla scelta di dire si a Dio.

Quindi, riconciliarsi si, certo, ma c’è chi può avere problemi ad avere una riconciliazione matura, solida e stabile nel lungo tempo. C’è chi, dopo essersi riconciliato e convertito, può ancora serbare rancore, rabbia, odio e frustrazione, a causa del suo passato, e puo’, successivamente, scatenare tutto questo malessere contro Dio, “rovinando” o danneggiando temporaneamente la sua conversione, con periodi di luce ed altri di fitta oscurità dove la fede e il cammino decadono, portando i frutti dell’aridità spirituale.

Qui occorre l’intervento della preghiera, intervento che avviene per mezzo della nostra volontà sorretta dalla grazia di Dio; occorre quindi pregare per ottenere la guarigione del cuore, dell’anima, della mente. Questo ci porterà a purificarci e ad ottenere una riconciliazione totale, mai piu macchiata dalle brutte iniquità che ancora possono annidarsi dentro di noi. Riconciliarci e pregare per convertirci ogni giorno, per permettere che Dio entri dentro di noi e vi rimanga non per sei ore, ma per sempre.

La riconciliazione è possibile, ma bisogna poi pregare per mantenere la conversione, per alimentarla e per dar cibo alla nostra anima. Come il cibo è il carburante del nostro corpo, la preghiera è il carburante della nostra anima. Se si prega poco e male, o bene ma dopo poco tempo si cade, così avverrà anche del nostro cammino. Si vive come si prega, e si prega come si vive.

Come sempre, non è quanto cadiamo che ci deve preoccupare, ma quante volte ci rialziamo. L’importante è rialzarci: potremo cadere infinite volte, ma la cosa importante è quella di rialzarci una volta in piu rispetto alla caduta, anche se questa dov’essere capitare milioni di volte. Rialzarsi significa ripetere nuovamente quei primi passi attuati all’inizio della nostra conversione: il si a Dio e l’inizio della preghiera che avvia il nostro cammino. Solo così potremo ripulirci, nel tempo e con calma, e assaggiare sempre più spesso e con stabilità i frutti di questa riconciliazione che cambia la nostra vita.