Era il sacerdote di San Michele, frazione del comune di Sassuolo, a sud di Modena. Poi, un bel giorno, giunse la notizia del trasferimento, e fù un po’ una di quelle notizie che ci si ritrova sbattute in faccia a morte subitanea, senza che vi sia stata un adeguata preparazione all’evento; perlomeno i locali lo sapevano che se ne sarebbe andato: io, no. E da quel giorno, non sono mai riuscito a capire, o perlopiù scoprire, presso quale parrocchia lo avevano spedito. “Da un altra parte”, dicevano. E grazie.

Di lui, ho i bei ricordi delle Messe di guarigione e liberazione che, ogni giovedi sera, per circa quattro ore, si tenevano nella Chiesa di San Michele, e di guarigione e liberazione ve n’era, eccome; il beneficio era enorme, la Messa sempre di prima qualità, i canti stupendi, le preghiere sublimi, e non ti accorgevi nemmeno che permanevi dentro quella chiesa per quattro ore; tutto passava, ad appannaggio di quella spiritualità che ti toccava dentro l’anima. Oggi, da ormai due anni, quelle Messe hanno abbandonato le terre del modenese per trasportare l’eco dello Spirito Santo altrove. E pochi giorni fa ho si scoperto dove ora questo sacerdote, nonchè esorcista, si trova; a Fontana, frazione del comune di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia.

Sempre in una frazione si trova: una piccola località scarsamente abitata; eppure, quando operava a San Michele, anch’esso distretto minuto e contenuto, riusciva a radunare a sé un enorme folla grazie alle splendide Messe del giovedi sera, e la piccolezza della località, nonchè la sua locazione più o meno sperduta, o piu o meno sconosciuta, non faceva paura a nessuno, e permetteva comunque una bella e grossa affluenza. Ed ecco che a quei tempi andavo con una mia cara amica, di 37 anni e molto più grande di me, che mi faceva il favore di portarmi e di vivere assieme quei momenti bellissimi, quelle Messe dense, calde, intense; Messe alle quali partecipai nel 2013, tra maggio e giugno.

Ma sopra ogni cosa pende anche, potenzialmente, una chiusura; così l’amicizia con quella ragazza terminò, e io a quelle Messe più ci andai. Passò il tempo, passarono gli anni, fù sera e fù mattino, e Don Ermes lasciò Sassuolo, dopo 29 anni di operato nel comune di provincia. Oggi, l’ho ritrovato; per chiunque abbia nostalgie di quelle preghiere di guarigione e liberazione, puo’ andare verso Rubiera, raggiungere la frazione di Fontana, e rivivere così quei momenti che, un tempo, ci venivano concessi nel modenese. Certo, io non ho ancora preso parte alle Messe nella “nuova terra”; non so dirvi se sono le stesse, o se si è perso qualcosa. Ma voi andateci, e sappiatemi dire; oppure vi andrò prima io, e magari verrà fuori uno bello speciale.

Ah, i bei ricordi; mi mancano quelle Messe a Sassuolo, in fondo alla valle, verso quella stradina che saliva, e saliva, per poi giungere in quella chiesetta sulla strada, mentre il sole calava e l’ombra abitava il paesino. E mi manca anche quella ragazza che ai tempi frequentavo, e la cui amicizia si è, purtroppo, dissolta. Era bello parteciparvi assieme, vivere quattro ore di preghiera cattolica, partecipare all’invocazione dello Spirito Santo, ottenere possibilmente una grazia e un po’ di guarigione nello spirito, e poi parlare, parlare e parlare, e stare assieme fino all’alba, come se non ci fosse un domani; ma oggi, tutto finito. E andiamo avanti; con Gesù e Maria, possibilmente.