Il ragazzo è inattivo da anni. Non gioca da tanto tempo; anni che non prova l’ebbrezza emotiva di una partita di calcio con amici. Anni di inattività accumulata nel tempo. Un inattività che non riguarda solo il suo gioco preferito, il calcio giocato e goduto sul campo, ma anche la sua intera inesistenza in ogni suo aspetto. Ma la conversione in Cristo cambia l’interno della persona, il suo io e il suo cuore; e se cambia la persona, cambia la sua vita. La conversione in Cristo cambia la propria esistenza, e genera un cambiamento radicale continuo. Capita, così, un giorno, di ritornare in campo.

L’inattività perdurata negli anni comporta una condizione fisica non al top, e ha ancora tanto da recuperare. La sua durata non è delle migliori; ha ancora tempo per riprendersi. Ma durante la partita si dona comunque al gioco, nei limiti del possibile, dopo tanti anni di stop forzati. Ecco che corre e consuma fiato, pur provando un enorme fatica dopo anni in cui è stato fermo. Così accade. La palla inizia a muoversi, a venire passata, lanciata, tirata; la partita ha avuto inizio. Grande è l’emozione che prova.

Tutti si muovano, la palla anche, e prima o poi gli giungerà tra i piedi. Lui è in campo: non puo’ piu uscire fuori; si sente solo fisicamente scassato, con una resistenza di gran lunga diminuita, ma non si preoccupa, giocherà come puo’. Passano i minuti, i passaggi, i tiri, le azioni e lui non tocca mai palla. “Menomale”, pensa. Perchè ha paura di non riuscire nemmeno più a correre con la palla tra i piedi, e di non saper nemmeno piu stopparla, la palla, per quanti anni è stato fermo.

Ma, dopo lungo tempo, la palla finalmente gli arriva. Tocca e lui, e la mente guida le gambe come non avrebbe nemmeno saputo immaginarsi. Corre, corre e corre ancora: ha pochissimo fiato, quel poco che basta per coprire una distanza tra la sua posizione e l’area della porta. La palla è sua, egli corre e non la passa; non vuole farlo, non ha giocato per anni: ora tocca a lui. Corre e decide di tirare; e la palla và in rete, con sua grande sorpresa, con sua grande, interiore ed intima soddisfazione. Ed è goal, signori.

Il ragazzo ha segnato; è una rete importante, la prima dopo anni di buio, la prima da quando aveva 16 anni circa. Il gioco è iniziato, la sua vita pure ed ora è in cammino; è tornato a giocare, ed è felice. Ha fatto la sua prima rete dopo anni di nulla, correndo con un paio di scarpe da calcetto. La contentezza personale passa anche da questi momenti; la conversione in Cristo genera anche questi frutti; piccoli piaceri della vita, come quella di una partita di calcio con dei coetanei e di un goal effettuato, da solo, durante il match. Goal a cui ha fatto seguito un altra rete ancora, ed un altra, ed un altra, ed un altra ancora. Perchè, dopo il primo goal, non si è più fermato.