«Satana è forte e lotta per attirare a sé quanti più cuori possibile» – La nostra arma per vincere è il Rosario

Nel messaggio del 25 ottobre dato dalla Madonna a Medugorje, la Santissima Vergine, nostra Madre, ci ha comunicato le seguenti parole: «Cari figli! In questo tempo vi chiamo a ritornare a Dio ed alla preghiera. Invocate tutti i santi in vostro aiuto affinché essi vi siano d’esempio e d’aiuto. Satana è forte e lotta per attirare a sé quanti più cuori possibile. Vuole la guerra e l’odio. Perciò sono con voi così a lungo per guidarvi sulla via della salvezza, a Colui che è via, verità e vita. Figlioli, ritornate all’amore verso Dio e lui sarà la vostra forza ed il vostro rifugio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata».

Qualcuno potrebbe asserire «Lo so già. Lo dice da sempre. È ripetitiva.», lamentando la presunta uguaglianza sostanziale dei messaggi, come se fossero un esercizio tecnico fine a se stesso. Sottoponiamo ad un processo di confutazione logico – discorsivo questo pensiero comune, divenuto uno dei cardini di opposizione della mariofonia bosniaca.

  • “Lo so già” – Il fatto che uno lo sappia non implica che Lei non possa ripeterlo. Ci sono altre persone che potrebbero non aver mai ricevuto il messaggio, così come aver bisogno di sentirselo dire ancora una volta. L’apparizione mariana non si esaurisce dinanzi un singolo ricevitore del messaggio: essa necessita di raggiungere una moltitudine di anime.
  • “Lo dice da sempre” – Certamente, poichè sono le uniche cose che vale la pena esprimere e ripetere: non può di certo apparire per dirci di comprare il nuovo cellulare da 900 euro, essendo un bene superfluo e inutile per l’anima. Il fatto poi che lo dica, non vuol dire che non possa ribadirlo. Lei è l’autrice dei suoi stessi messaggi: noi ne siamo i destinatari. “Lei” è la fonte del contenuto; “Noi” è colui che lo riceve. La creazione del contenuto è un’esclusiva di Maria.
  • “È ripetitiva” – Tecnicamente si potrebbe quasi dar ragione. Ma lascia che abbatta questo concetto con una metafora: se una mamma dicesse al proprio figlio di non mettersi le dita nel naso, e se quest’ultimo continuasse a farlo, la mamma cosa dovrebbe fare? Una mamma “qualunque” finirebbe per stancarsi, rispondendo ai limiti fisiologici e morali del ruolo materno: la Madonna no. Ecco dunque che il contenuto è lì che torna a fasi cicliche, invariato nella sostanza, questo perchè, come spesso accade tra mamme e figli, non viene ascoltata.

La Madonna è qui con noi e per noi. Nel nostro cuore, ovunque vi sia un’apertura che accolga la Madre di Dio, ella si rende disponibile per accedervi. L’accesso della Madre di Dio non è possibile senza la deliberata cooperazione dell’uomo. L’uomo dispone della chiave di apertura del cuore, Maria detiene la chiave di accesso. La continuazione di Medugorje è indice di interesse, di preoccupazione, di volontà di voler aiutare le anime presenti nel tempo; è Maria, per gentile concessione di Dio, che prosegue il suo apostolato materno, esercitandolo per fini escatologici. Dio ci dona Sua Madre poichè il mondo è sotto il potere del maligno.

1 Giovanni 5, 19 Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno.

Se Satana è così forte e cerca di rubare i nostri cuori, in che modo dovremmo reagire? Quali sono le armi del cristiano? Attraverso quali strumenti dovremmo poterci difendere dal potere di Satana? La risposta ci viene data da Dio mediante il Figlio Unigenito Gesù Cristo.

Il maligno è un ente etereo ed eterno. L’uomo non può edificare una difesa materiale contro un essere immateriale; sarebbe vana una qualunque costruzione di difesa materiale contro l’essere preternaturale. L’oggetto di interesse del maligno non riguarda gli oggetti del creato; è invero riguardante una delle creazioni dirette di Dio: l’anima, il principio vitale dell’uomo. Il maligno non ambisce al possesso dell’oggetto, ma al possesso dell’anima: l’interesse ultimo è la dannazione.

L’anima è il campo di battaglia tra Dio e Satana. L’anima è il non – luogo dove si congiungono, mediante una sintesi metafisica, l’orizzonte degli eventi, l’uomo, e la fonte della trascendenza, Dio. L’anima è dove si decide la destinazione ultima dell’uomo: se l’unione deliberata e consensuale con Dio, il Paradiso, o la privazione deliberata e consensuale da Dio, l’Inferno. L’anima è il luogo dove si erige il Tempio di Dio, il piccolo tabernacolo umano per permettere a Cristo di abitarvi, o il Tempio Pagano, il regno del mondo che permette al maligno di insidiarvisi e di regnare, mediante i contenuti, le culture e le ideologie del mondo.

La difesa dell’anima è Dio stesso. Così come la creatura d’acqua si difende dall’uomo nuotando verso gli abissi dell’oceano, mentre la creatura d’aria si difende volando ancor più su tra i cieli, l’uomo deve potersi difendere dal potere del maligno trovando un rifugio che sia impenetrabile per il nemico. E questo rifugio è Dio. L’uomo si libera dal potere del demonio trovando rifugio tra gli abissi della misericordia. Se l’oceano è il rifugio del cetaceo, Dio è il rifugio dell’uomo. Se l’albero è il rifugio della pantera, il cuore di Dio è il rifugio del cristiano. Tuttavia, Dio non ha compiuto l’Ascensione lasciandoci sprovvisti di risorse, abbandonandoci ad un ipotetico concetto di Dio, senza strumenti concreti.

Dio ci ha donato l’arma per eccellenza: il Santo Rosario quotidiano, compendio del Vangelo e preghiera cristo-centrica per eccellenza.

Il Rosario è l’arma per eccellenza. È lo strumento attraverso il quale si crea una struttura difensiva metafisica, interiore e spirituale, tale da impedire al demonio qualsiasi possibilità di vittoria su di noi. L’unico modo che l’uomo ha di vincere è di lasciarsi aiutare da Dio nella lotta contro il maligno, attraverso la preghiera quotidiana, la frequenza ai Sacramenti e la volontà spontanea di cooperare con la grazia salvifica, seguendo e obbedendo alla strada indicata da Dio. Questo è il potere di scacciare i demoni che Cristo ci dona attraverso la Rivelazione (Marco 16, 15,18).

Marco 16, 17 Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, 18 prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

Attraverso il Santo Rosario è possibile:

  • Rafforzare la volontà affinchè si scelga contro il peccato e non per
  • Garantire la quotidiana protezione spirituale contro la tentazione, ordinaria e straordinaria, la carne e lo spirito pagano
  • Ottenere tutte le grazie che si chiedono a Gesù per Intercessione di Maria
  • Garantire le grazie necessarie alla salvezza, per la conservazione dell’anima in grazia e per il bene proprio e altrui

Della veridicità storica e teologica e della credibilità del Rosario ne è custode il Magistero della Chiesa Cattolica. Attraverso i secoli, i padri e i dottori della Chiesa, i beati e i santi, i teologi e i papi, promulgavano la preghiera del Vangelo ed aiutavano a edificare una società cristiana mediante il Rosario.

Diceva papa Giovanni Paolo II, nella lettera apostolica “Rosarium Virginis Mariae” del 16 ottobre 2002: «Recitare il Rosario, infatti, non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo. A dare maggiore rilevanza a questo invito, prendendo occasione dal prossimo centoventesimo anniversario della menzionata Enciclica di Leone XIII, desidero che questa preghiera nel corso dell’anno venga particolarmente proposta e valorizzata nelle varie comunità cristiane. Proclamo, pertanto, l’anno che va dall’ottobre di quest’anno all’ottobre del 2003 Anno del Rosario.» 

Proseguiva: «[…] nell’attuale contesto storico e teologico, rischia di essere a torto sminuita nel suo valore e perciò scarsamente proposta alle nuove generazioni. C’è chi pensa che la centralità della Liturgia, giustamente sottolineata dal Concilio Ecumenico Vaticano II, abbia come necessaria conseguenza una diminuzione dell’importanza del Rosario. In realtà, come precisò Paolo VI, questa preghiera non solo non si oppone alla Liturgia, ma le fa da supporto, giacché ben la introduce e la riecheggia, consentendo di viverla con pienezza di partecipazione interiore, raccogliendone frutti nella vita quotidiana.»

Il papa, in aggiunta, affermò: «In queste ultime settimane ho avuto numerose prove di benevolenza da parte degli uomini di tutto il mondo. La mia gratitudine voglio tradurla in decine del Rosario, per poterla esprimere in preghiera, oltre che in modo umano; nella preghiera così semplice e così ricca che è il Rosario. Esorto cordialmente tutti a recitarlo» e «[…] Nello stesso tempo il nostro cuore può racchiudere in queste decine del Rosario tutti i fatti che compongono la vita dell’individuo, della famiglia, della nazione, della Chiesa e dell’umanità. […] Così la semplice preghiera del Rosario batte il ritmo della vita umana».

Così parlava papa Giovanni XXIII: «O Rosario benedetto di Maria! Quanta dolcezza nel vederti sollevato dalle mani degli innocenti, dei sacerdoti santi, delle anime pure, dei giovani e degli anziani, come vessillo di pace. Rosario di Maria assunto ad elevazione di grande preghiera pubblica ed universale in faccia ai bisogni ordinari e straordinari delle nazioni e del mondo.».

Papa Paolo VI, nel documento ecclesiastico «Per il culto della Beata Vergine», nominava «l’indole evangelica del Rosario» e «l’orientamento nettamente cristologico». Papa Pio XII annotava che il Rosario è «il compendio di tutto il Vangelo». Papa Adriano VI affermava «Il Rosario è il flagello dei demoni».

Don Bosco vide in sogno: «Un grosso serpente velenoso sta per avventarsi, ma vien preso al collo dal cappio di una robusta corda. La stretta del cappio fa morire il serpente; poi la corda viene riposta in un cassetto. Quando si riapre il cassetto, si trova quella corda disposta in modo da formare le due parole Ave Maria.». Il santo spiegò in seguito: il serpente raffigura il demonio, il cappio l’Ave Maria, la corda il Rosario che è una continuazione di Ave Maria, con cui si possono battere e distruggere tutti i demoni dell’Inferno.

Il Rosario preserva, mantiene e alimenta il rapporto con Dio, aiuta a conservare Cristo nel nostro cuore, attraverso di esso Dio dona e genera ogni grazia necessaria per il quotidiano e per la salvezza. Tutte le grazie passano dal Rosario, mediante la materna intercessione di Maria, così come accordato da Cristo. Chiunque voglia una grazia – l’ho sperimentato di persona – deve prestarsi in fede al Rosario. Il Santo Rosario è l’alimento dell’anima.

Da soli non possiamo farcela. Se l’uomo vuole tener stretta la mano della Santissima Vergine, deve poter pregare quotidianamente. L’eventuale declino della preghiera comporta un decremento graduale della fede e delle grazie necessarie per il proprio cammino. Ad un aumento di preghiera corrisponde un aumento graduale di santità. Il Rosario è il laccio che ci tiene legati a Dio. È l’atto di volontà richiesto da Dio per incamminarsi verso di lui.

Il Rosario è preghiera, e la preghiera è la volontà dell’uomo in atto, ad onore delle categorie aristoteliche. Se dunque la sconfitta di Satana passa da un singolo atto di volontà intellettiva, libera e spontanea, quale la recita quotidiana del Santo Rosario, a cui dovrà corrispondere la frequenza sacramentale ed uno stile di vita coerente con il Vangelo, prendiamo ed iniziamo «nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo». Non dobbiamo che pregare e partecipare alla Santa Messa ogni giorno, santificandoci nel quotidiano, nel nostro piccolo, mediante un processo graduale, vivendo in linea e dalla parte di Dio. Satana è forte, ma l’uomo, qualora preghi, si affidi e rimanga in grazia di Dio, nulla ha da temere: nulla può contro colui che rimane in grazia di Dio, pregando e affidandosi alla Sua Volontà.

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